Oggi la diatriba fra vegetariani, vegani e onnivori è ai massimi livelli storici; mangiare meno carne, evitare latticini e qualsiasi derivato di origine animale per stare in forma ed evitare, oltre che l’uccisione, lo sfruttamento disumano delle povere bestie e sembra che sia destinata anche a complicarsi viste le recenti affermazioni di un professore dell’Università del New South Wales, Mike Archer.

Lo studioso australiano, membro del gruppo di ricerca dell’Evolution of Earth and Life Systems, afferma che, a seguito di diversi studi e ricerche effettuati, i vegetariani, attraverso la loro scelta etica o nutrizionale, finirebbero con l’uccidere più animali: quasi 25 volte di più degli onnivori.

I risultati, pubblicati sulla rivista scientifica “The Conversation”, si riferiscono alla differenza tra gli animali uccisi e macellati per le nostre tavole e quelli invece uccisi dal sistema opposto. Per intenderci: gli animali si nutrono di vegetazione spontanea che non è consumabile dall’uomo e viene massicciamente sostituita da campi per la coltivazione di cereali, riso e legumi e la conseguente morte di migliaia di capi la cui sopravvivenza è invece legata alla vegetazione spontanea. Senza considerare poi i danni all’ecosistema.

Inoltre molti altri animali vengono uccisi, spesso avvelenati, per difendere i raccolti, come i topi ad esempio, quasi 100 per ogni ettaro coltivato. Per i vegetariani non sussistono differenze far un animale e un altro. Inoltre bisognerebbe considerare che gli animali uccisi per difendere i raccolti non sono eliminati con le garanzie di tutela che normalmente vengono rispettate come da legge e dunque senza la limitazione del dolore e l’eventuale stordimento preventivo

Facile a dirsi, quasi impossibile da praticare, a meno che non si abbia una ferrea convinzione, unita a volontà: la dieta vegana può in realtà salvare milioni di animali anche se viene praticata una volta a settimana da tutti noi. Per esempio, da giovedì a martedì, mangi quel che vuoi, ma il lunedì solo cucina vegana!Segui quindi la nostra ricetta della settimana!

In questo modo, è stato calcolato che è possibile evitare la morte ad oltre 12 milioni di animali in un anno; non solo, oltre ai 4.500 polli, ai 5400 conigli, 52 mila platesse e ancora tanti altri esemplari,si preservano 910 metri quadrati di foresta (altrimenti disboscata per far posto ai pascoli) e si risparmiano 403.000 litri di acqua, 390 Kg di cereali e 936 Kg di Co2.

Una dieta vegana praticata per un solo giorno a settimana permetterebbe anche di depurare il fisico dalla continua ingestione di grassi animali e di tutte quelle sostanze che oggi vengono utilizzate per raffinarle e per conservarle. Non dimentichiamo nemmeno ciò che viene somministrato agli animali per far crescere la carne e aumentarne la resa. Una giorno da vegani non è poi una tragedia, anzi, se ne può approfittare per sperimentare nuove ricette e stare a dieta anche nella sua accezione più comune, cioè quella di perdere peso.

 

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