Narrano le antiche leggende, dal libro “Le mille e una notte“, che le dolcissime principesse indiane, avessero una pelle sempre naturalmente luminosa! Il loro segreto? La curcuma….leggete quanto segue e potrete raccontare, con la verità della vostra pelle, la “leggenda” della polvere d’ala di farfalla…

La Curcuma longa, è una pianta erbacea che appartiene alla famiglia dello zenzero ed è coltivata in India, Cina e Indonesia. La spezia si ottiene per polverizzazione delle radici, le quali solitamente vengono importate intere dal paese di origine e poi macinate. Qui vengono bollite, seccate, pelate e macinate per produrre miscele di spezie come il curry, il cui colore giallo-arancio deriva proprio dalla curcuma.

Chiamata anche lo zafferano d’Oriente, nella Roma imperiale serviva come tintura conosciuta con il nome “terra merita” e nel Medioevo fu usata per colorare vetrate, alimenti e anche prodotti farmaceutici. Nel sedicesimo secolo divenne celebre in Occidente grazie alla dottrina della “segnatura” per la quale si riteneva che essa, grazie al suo colore giallo-arancio come quello della bile, fosse vantaggiosa nel trattamento dell’itterizia. Pertanto figurò tra i medicamenti per le affezioni del fegato.

Oggi numerosi studi scientifici dimostrano che la curcuma possiede principi attivi che svolgono azione coleretica, colagoga e epatoprotettiva. In India, in antichità, la si utilizzava per tingere le fibre tessili. Le donne inoltre la usavano come cosmetico ed era nota per i suoi effetti curativi donando a chi la usava un colorito dorato. Chitra Banerjee Divakaruni cita nel suo libro “La Maga delle spezie” : ”Sollevando il coperchio del contenitore accanto alla porta della bottega, se ne percepisce subito l’odore, anche se ci vuole un attimo prima che il cervello ne registri l’aroma sottile, lievemente amaro come quello della nostra pelle, e quasi altrettanto familiare. Accarezzatene la superficie con la mano, e la serica polvere gialla vi infarinerà il palmo e i polpastrelli.

Polvere d’ala di farfalla. Avvicinate la mano al volto. Strofinatevi le gote, la fronte, il mento. Non abbiate timore. Per millenni prima dell’inizio della storia, le spose e le fanciulle che aspiravano a maritarsi hanno fatto lo stesso. Imperfezioni e rughe scompariranno, grasso e segni del tempo saranno spazzati via. Per giorni, in seguito, la pelle brillerà di un pallido bagliore dorato”. 

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