Oggi iniziamo a parlare del cuore non solo muscolo e “pompa” del nostro organismo ma come secondo cervello del corpo umano.

John e Beatrice Lacey negli anni ’60 sono stati fra i primi a condurre una ricerca, durata 20 anni, sul ruolo del cuore nei processi cognitivi, comportamentali e nell’apprendimento.
Secondo le ricerche più recenti nel campo delle neuroscienze esiste una relazione stretta fra cuore e cervello.
Il cuore sembra possedere un vero e proprio “cervello” e quindi una sua propria intelligenza. Questo concetto è stato introdotto nel 1991 dal Dr.Armour che definisce il cuore come “un vero piccolo cervello” fornito di un proprio intrinseco sistema nervoso piuttosto complesso che opera e processa informazioni indipendentemente dal cervello e dal SNA.

l gruppo di ricerca del Dr.Armour ha scoperto che il cuore sintetizza e rilascia neurotrasmettitori (norepinefrina e dopamina) che fino a pochi anni fa si pensava fossero prodotti solo dai neuroni del cervello.
Attraverso il sistema nervoso, il sistema ormonale e altri percorsi il cuore influenza profondamente il funzionamento del cervello stesso. Il cervello è influenzato e obbedisce ai segnali inviati dal cuore.

Il cuore batte e si forma completamente nell’embrione umano a differenza del cervello che continua a formarsi fino ai vent’anni circa. E’ probabilmente per questa sua preesistenza che l’organo cuore influisce primariamente sul cervello piuttosto che assecondarne l’influenza. Il cuore è costituito da 40.000 cellule nervose.

I ricercatori usano il termine “coerenza”per definire uno stato fisiologico altamente efficiente nel quale i sistemi nervoso, cardiovascolare, ormonale e immunitario lavorano efficientemente e armonicamente. Coerenza è uno stato molto simile a quello provato dagli atleti quando si trovano nella cosiddetta “zona”. La zona è uno stato di attenzione e di focalizzazione in cui il campo percettivo sensoriale esclude gli elementi circostanti o comunque dà la precedenza ad un oggetto (la palla) o ad una sensazione corporea delimitata (il mio braccio). In questo stato i rumori (pubblico) sono esclusi così come altre componenti dell’esperienza (altri giocatori, campo). Si ha la sensazione che il tempo sia rallentato e che non esista nè passato nè futuro, nè successo nè fallimento, totale assenza di giudizio. I lobi frontali escludono gli stimoli sensoriali provenienti dall’ambiente. L’intenzione è l’unica guida del sistema. In questo stato la mente è nella condizione ottimale per apprendere. Si realizza uno stato di assoluta coerenza.

Il ritmo cardiaco influenza il ritmo delle onde cerebrali al punto che schemi ritmici incoerenti del cuore alterano gli schemi delle onde cerebrali. Il cuore è in grado di inviare al cervello informazioni sullo stato emozionale in forma di schemi di frequenza cardiaca , dalla medulla al talamo e all’amigdala. Le informazioni vengono quindi processate dai lobi frontali, l’area cerebrale dell’integrazione delle sensazioni con il ragionamento e di elaborazione dei valori sociali di empatia, solidarietà, e di valutazione del comportamento.
Cuore e cervello comunicano costantemente attraverso ritmi di frequenze: quando il ritmo cardiaco è coerente il cervello reagisce con un miglior funzionamento dell’area corticale e si creano stati di chiarezza mentale, di migliore concentrazione e ragionamento sia logico sia creativo. A sua volta il cervello inviando schemi ritmici coerenti stimola stati emozionali positivi (fiducia, entusiasmo, ecc.).

…. to be continued

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