È importante avere regolarità intestinale. La stipsi o stitichezza è il nemico principale dell’intestino e, di conseguenza, dello stato di salute dell’intero organismo. La costipazione intestinale è, nello stesso tempo, una conseguenza e una causa dei disordini intestinali. Occorre regolarizzare il proprio intestino ad almeno una evacuazione giornaliera (l’ideale sarebbero due). È impossibile raggiungere questa regolarità senza una corretta alimentazione. Ma anche dopo aver ristabilito un’alimentazione ricca di fibre può essere difficile regolarizzare l’alvo se si è fatto uso di purganti per molto tempo; si è impossibilitati di fare del moto (come accade per es. a tutti i malati costretti a letto o su una carrozzina).
Ecco alcuni rimedi “al Naturale”, semplici e alla portata di tutti.
DIGITOPRESSIONE
Come aiuto per ridurre la stipsi, provate ad applicare una pressione sul punto Intestino Crasso 11, sul bordo esterno della piega interna del gomito. Con il braccio piegato, premete con decisione con il pollice per un minuto e ripetete sul braccio controlaterale. Per ridurre la stipsi premete il punto Intestino Crasso 4 nel cavo tra il pollice e l’indice. Usate il pollice e l’indice della mano destra per stringere per un minuto il cavo nella mano sinistra. Ripetete sulla mano destra. Non utilizzate questo punto in caso di gravidanza. mano, premete il più intensamente possibile e poi inspirate lentamente profondamente. Rilassatevi ed espirate. Per i dolori addominali causati dalla stipsi premete il punto Vasi Concezionali 6. Il punto si trova circa 3 dita al di sotto dell’ombelico. Usando l’indice di una mano, premete il più intensamente possibile e poi inspirate lentamente profondamente. Rilassatevi ed espirate.
YOGA
La posizione del Cobra è una tra le migliori per tonificare gli organi addominali. Sdraiatevi proni con la testa appoggiata su un lato e le gambe unite. Mettete le mani con il palmo verso il basso in corrispondenza delle spalle tenendo i gomiti vicini al corpo. Inspirate e sollevate la testa e il torace dal pavimento, mentre sollevate il capo in avanti. Dovrebbe essere sollevata solo la parte superiore del corpo; l’ombelico dovrebbe continuare a toccare il pavimento. Guardate il più in alto possibile e mantenete questa posizione da 3 a 6 secondi. Espirate e lentamente riportate la testa e il torace verso il pavimento. Fate questo esercizio 4 volte al giorno. La posizione “ginocchia verso il petto” aumenta l’attività degli organi addominali e permette di eliminare i gas in eccesso. State eretto con le braccia lungo il corpo. Sollevate il ginocchio destro verso il torace. Impugnate la caviglia destra con la mano destra e il ginocchio destro con la mano sinistra e spingete l’arto inferiore il più vicino possibile al torace. Cercate di rimanere eretti e di mantenere questa posizione per 68 secondi. Ripetete dopo con l’arto inferiore controlaterale. Fate questo esercizio più di 3 volte al giorno.
ACQUA CALDA
Il cibo sosta per due ora nell’intestino tenue, e circa venti minuti in quello crasso. Tra le 5 e le 7 del mattino si può efficacemente sostenere l’attività depurativa del crasso bevendo un bicchiere d’acqua tiepida. Alcuni sorsi sono già sufficienti per aiutare enormemente l’evacuazione.
SEMI DI LINO
Il semplice «rimedio della nonna» (mangiare un cucchiaio di semi di lino accompagnato da un paio di bicchieri d’acqua) funziona e sembra risolvere i problemi di stitichezza. I semi di lino, infatti, a contatto con l’acqua nello stomaco formano una sorta di mucillagine che ammorbidisce le feci e ne aumenta il volume. Un incremento che stimola la peristalsi, cioè l’espulsione delle feci da parte dell’intestino. Accanto a un’alimentazione ricca di fibre e un’attività fisica costante, questi semi rosso bruno, lunghi 4-5 mm, coadiuvano la defecazione. Due le ricette. La prima prevede che si prendano 4 o 5 cucchiaini da tè di semi, li si spezzetti, li si lasci in ammollo per venti minuti, poi si filtri la bevanda e si beva. La seconda opzione, indicata per coloro che sono a dieta (i semi hanno un grande apporto calorico, 470 calorie per cento grammi) prevede l’ingestione di un paio di cucchiai di semi e, di seguito, di un bicchiere o due d’acqua. I semi transiteranno nell’intestino aumentando di volume e rilasciando le sostanze emolienti, ma usciranno ancora interi. Così i grassi di cui sono ricchi non verranno assorbiti dall’intestino. Essendo, più che un lassativo, un emoliente, una sorta di facilitatore per il passaggio delle feci, può essere utilizzato con frequenza. Aiuta anche disinfiammare le mucose irritate, magari dall’uso di troppi lassativi.
LO SCIACQUO DELLA BOCCA CON OLIO DI GIRASOLE
Sono molto utili gli sciacqui della bocca con un cucchiaio di olio di girasole spremuto a freddo: devono esere fatti a digiuno (al mattino, o prima dei pasti). Bisogna “agitarlo” a lungo in bocca, risucchiandolo tra la lingua e tra i denti, per una ventina di minuti (comunque non meno di un quarto d’ora). Poi va sputato completamente (attenzione a non ingoiarlo: contiene residui tossici) e ci si deve sciacquare la bocca e lavare i denti. Il segno che la tecnica è riuscita è il colore dell’olio: deve essere biancastro. Se è ancora giallo, significa che il lavaggio non è durato a sufficienza. È una pratica che si può ripetere anche due o tre volte al giorno, soprattutto in caso di malattie acute.

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